Vaccinazione contro l’epatite b e il papillomavirus umano (hpv)

By marzo 6, 2018News, Prevenzione
vaccinazione

L’HPV è un virus responsabile di diverse manifestazioni: alcuni tipi causano le comuni verruche cutanee, mentre altri sono responsabili di infezioni delle mucose genitali. L’infezione è molto spesso completamente asintomatica, ma il paziente affetto può contagiare i partner sessuali con rapporti non protetti. È importante escludere l’infezione perché alcuni di questi virus possono causare il CANCRO. A differenza di altre malattie sessualmente trasmissibili (MST), l’HPV non da una sola e costante manifestazione: possono presentarsi come verruche genitali, sia esterne che interne (e quindi difficilmente visibili), oppure più di frequente possono passare completamente inosservate perché totalmente asintomatiche, o associate a pochi campanelli di allarme, come prurito, fastidio o disagio, presenti in molte MST.  Dal 2008 viene offerta gratuitamente la vaccinazione alle ragazze di età compresa tra gli 11 e i 12 anni (prima del primo rapporto sessuale). Esistono due tipi di vaccini: il bivalente, che offre una copertura nei confronti dei ceppi 16 e 18 del virus, i più aggressivi, e il quadrivalente, che protegge anche contro i ceppi 6 e 11, responsabili di condilomi genitali. Nel 2017 a questi si è aggiunto il vaccino 9-valente che assicurerebbe la protezione anche nei confronti di altri sette ceppi potenzialmente capaci di indurre il cancro, oltre al 6, 11, 16 e 18. Il piano vaccinale del 2017-2019 ha esteso la vaccinazione anche ai maschi che hanno compiuto 11 anni per interrompere la circolazione del virus e per proteggerli dai tumori più rari di quello alla cervice uterina (ano, pene, cavo orale, gola). L’efficacia delle vaccinazioni raggiunge il 98%, e sebbene non si conosca con precisione la durata della protezione conferita, sembra che si estenda oltre i dieci anni.

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