Limita i cibi ad elevato contenuto calorico ed evita le bevande zuccherate

By marzo 9, 2018News, Prevenzione

Gli alimenti ipercalorici composti principalmente da zuccheri semplici ( come il saccarosio composto da  glucosio e fruttosio,) farine raffinate e grassi saturi, solidi a temperatura ambiente e presenti in alta percentuale nei grassi della carni animali, nel burro e nell’olio di palma sono da limitare perché contengono molte calorie ma sono poveri di fibre e nutrienti essenziali. Se vengono assunti giornalmente i cibi ipercalorici e raffinati aumentano il rischio di sovrappeso ed obesità. Il consumo di dolci, biscotti, caramelle, succhi di frutta e bevande zuccherate dovrebbe essere limitato perche contiene una elevata quantità di zuccheri semplici. Le cellule tumorali di mammifero per crescere rapidamente utilizzano principalmente zucchero che potenzia l’espressione  del gene Ras che controlla la replicazione cellulare, creando un circolo vizioso tra iperconsumo di zucchero, conseguente stimolazione della famiglia di geni Ras e  una iper-proliferazione cellulare. Una lattina di aranciata o altre bevande o succhi di frutta contiene in media dai 30 ai 40 grammi di saccarosio o glucosio più dei 25gr la dose  giornaliera consigliata. Lo zucchero delle bevande è composto al 50% di glucosio ed al 50% di fruttosio. Il nostro cervello percepisce un senso di sazietà e riconosce l’assunzione di zucchero come fonte di nutrimento quando viene assunto con le fibre nella frutta ma non quando lo zucchero viene introdotto in forma liquida, in questa forma non si trova in natura ed è quindi si può bere in estate anche un litro di una bevanda ad alto contenuto calorico, scarso valore nutrizionale senza sentirsi sazi.

Nel  2015 l’International Agency for Research on Cancer IARC  un’agenzia  dell’Organizzazione mondiale della sanità che valuta e classifica le prove di cancerogenicità delle sostanze, ha definito la carne rossa come probabilmente cancerogena (classe 2A della classificazione dello IARC)  e la carne rossa lavorata (insaccati e salumi) come sicuramente cancerogena (classe 1 della classificazione dello IARC). Gli epidemiologi concordano sul fatto che gli individui che seguono diete ricche di proteine animali, soprattutto carni rosse e lavorate, hanno un maggior rischio di sviluppare patologie come diabeteinfarto e problemi cardiovascolariobesità e cancro. Tra i tumori, il rischio aumenta soprattutto per quelli dell’apparato gastro-intestinale, come il cancro al colon-retto e allo stomaco, ma anche per alcuni tumori “ormone-dipendenti” come quello al seno alla prostataall’endometrio. La carne è rossa perchè contiene l’emoglobina e la mioglobina proteine formate dal gruppo eme con al centro il ferro. Il gruppo eme stimola nell’intestino la produzione di sostanze cancerogene che provocano infiammazioni e  tumori al colon retto. La cottura di carne rossa ad alte temperature, nel forno o alla brace produce acrilamide cancerogena per il colon-retto.  L’Harvard School of Medicine restringe il limite di consumo di carni rosse a porzioni non superiori a 80 grammi, al massimo due volte a settimana. Lo IARC ha concluso che il consumo al di sotto dei 500 grammi alla settimana non costituisce un pericolo per la salute. È bene quindi limitare il consumo di proteine animali e sostituire la carne rossa,  con pollo o pesce, o meglio ancora con proteine vegetali come i legumi. Infine, vanno fortemente limitate, se non evitate, le carni lavorate come i salumi che contengono  i nitriti che combinandosi con le ammine presenti nelle proteine generano nitrosamine cancerogene soprattutto nello stomaco.

Gli alimenti ultra-processati, o ultra-trasformati, sarebbero – secondo la definizione di un’agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) quelli che, oltre a zucchero, sale, oli e grassi aggiunti, contengono come additivi sostanze estratte dagli alimenti (come caseina, siero di latte e proteine isolate), o sostanze sintetizzate da componenti alimentari (come oli idrogenati, amidi modificati e aromi) non utilizzate normalmente nella preparazione casalinga dei cibi. Se nella dieta aumenta del 10 per cento la proporzione di alimenti ultra-processati si osserva un innalzamento complessivo del 12 per cento del rischio di cancro.

Nella nostra alimentazione le fonti di Sodio contenuto nel sale da cucina, il cloruro di sodio sono da 3 a 10 volte il nostro reale bisogno fisiologico.

Il sale lo troviamo negli alimenti allo stato naturale (ad esempio in acqua, frutta, verdura, carne, ecc.), e lo aggiungiamo ai piatti cucinati di tutti i giorni nella cottura della pasta o per condire, ma ne assumiamo molto anche nei prodotti trasformati (ad esempio pane, prodotti da forno, olive, formaggi, insaccati e affettati di carne, tonno e legumi in scatola, nei cereali per la colazione o nel ketchup), Il sale naturalmente contenuto negli alimenti è già sufficiente per le nostre necessità. Aggiungendo sale a quello che mangiamo, e scegliendo spesso alimenti trasformati ricchi di altro sale, arriviamo ad assumere molto più sodio del necessario. Dovremmo abbassare il contenuto di sale per non superare la dose di un cucchiaino al giorno circa 5 grammi per ridurre i rischi di tumore allo stomaco.

 

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